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Nasce a Terrazzo di Legnago (Vr) il 15 marzo 1954, e l’influenza dell’amato
Veneto rimane sempre presente e costante nella sua scrittura. Nastro giallo
rappresenta il suo esordio, un disco pregno di intuizioni e di un modo di scrivere
canzoni già di grande qualità. Spalle dolci e Canzone di maggio sono
piccole gemme di sfavillante bellezza, che non sfuggono ad una delle figure
più importanti ed influenti della scena musicale del nostro paese, Fabrizio
De Andrè. Da questa collaborazione nasce un lavoro che sfocerà nell’album Rimini.
L’unione fra i due dà luogo a brani come Andrea o alla rilettura di un
noto pezzo di Bob Dylan, quella Avventura a Durango, rivisitazione di
Romance in Durango, che frutterà i complimenti dello stesso Dylan. E
poi la splendida Sally, altra canzone divenuta un piccolo classico. Il
suo secondo album, Marabel è un grande e deciso passo avanti sulla via
del rock d’autore. Contiene alcuni grandi classici come Cocis, Ferida
e Maria che ci consola. Nel 1981 scrive con De Andrè Una storia sbagliata,
dedicata a Pasolini e pubblica L’indiano un album contenente Franziska
e Quello che non ho. Poi Fiume Sand Creek e Hotel Supramonte.
Canzoni memorabili tanto da essere ormai parte importante della canzone d’autore
italiana. Nel 1981, inoltre, Massimo ritorna ad una prova solista con l’album
Tre Rose che vede presenti lo stesso De Andrè, come produttore artistico,
col figlio Cristiano e Dori Ghezzi ai cori, oltre a Mauro Pagani al flauto.
L’album contiene brani come Carmelina, Encantado signorina, la
splendida Tiro un’arancia in cielo e Senza famiglia. Passa un
anno e Massimo dà alle stampe Massimo Bubola, album che lo vede tra l’altro,
impegnato nella rivisitazione di due grandi autori del miglior rock, Willie
Nile e Willy deVille, dei quali ripropone Billi Billi, cover di Baby
love me like you did before di deVille, e di Vieni alla finestra
che nella versione originale era Vagabond Moon di Nile. Ma il disco non
si limita a questo. Spezzacuori è divenuta un classico, così come Treno
di mezzanotte, Giorni dispari e Tu angelo tu. Nel 1989 esce
Vita, morte e miracoli. Anche in questo disco troviamo grandi canzoni
come Sandy, o la bellissima Praga. Massimo inizia una serie impressionante
di collaborazioni. Da Cristiano De Andrè a Milva, a Mauro Pagani, The Gang,
Kaballà, con lo splendido Petra lavica, fino a Fiorella Mannoia per cui
Massimo scrive la ormai celebre Il cielo d’Irlanda. Poi scrive Don
Raffaè, di nuovo con Fabrizio De Andrè, per Le nuvole. Quando si
è ormai propensi a pensare che Massimo abbia optato per una carriera al “servizio”
degli altri, ecco arrivare uno dei dischi più amati dai suoi ammiratori: Doppio
lungo addio (1994), divenuto un must nella sua discografia. Ricordiamo
Un sogno di più e la title track, divenuta imprescindibile nei suoi live
show, o Alì Zazà e Un uomo ridicolo. E come non citare le meravigliose
Niente passa invano o Dostoevskji, la profetica Tutti assolti,
la sua Il cielo d’Irlanda. Amore & Guerra (1995) vede Massimo
riproporre tutte le sue più grandi canzoni nella versione registrata in studio
con la Wha Wha Band del chitarrista Giorgio Cordini. Marabel, Fiume
Sand Creek, Quello che non ho, Sally, Spezzacuori,
Andrea, Eurialo e Niso, Camicie Rosse e Don Raffaè
sono lo splendido contenuto di questa grandissima antologia. Ad ottobre del
1997 appare nei negozi Mon Trésor, un album che contiene, grandi canzoni
quali, Cuori ribelli, Rosso su verde, Mio capitano, Dino
Campana, dedicata al grande e misconosciuto poeta autore dei meravigliosi
Canti Orfici. Nel 1999 Diavoli & Farfalle ripropone la figura
di Massimo Bubola all’attenzione generale. Ballate scure, avvolgenti, ipnotiche
come Emmylou, Capelli Rossi, la sulfurea Blues di Re Teodorico
che prende spunto dalla leggenda di questo grande re ostrogoto, grandi affreschi
come La ballata dei luminosi giorni. O la suadente Tina, dedicata
alla indimenticabile Tina Modotti, fotografa e passionaria friulana immigrata
in America e poi in Messico ai primi del ‘900. Contiene inoltre toccanti ballate
come Innocente e Se questo è un uomo, tratta del romanzo di Primo
Levi. Nel 2001 la ristampa del disco del 1982 con titolo Giorni Dispari a
cui vengono aggiunte tre bonus tracks, Il pendolo, Colline nere
(seguito di Fiume Sand Creek) e Se non ora, quando? E nel giugno
2001, dopo 25 anni di attività e oltre 200 canzonipubblicate esce il primo doppio
album live Il cavaliere elettrico – vol. I & II (Eccher Music).
Il doppio album, frutto di sei registrazioni effettuate tra il marzo 1997 e
il dicembre 2000, contiene 20 canzoni tra cui alcune storiche scritte da Massimo
come Il cielo d’Irlanda, Marabel, Cocis, Corvi,
altre scritte con Fabrizio De Andrè, Fiume Sand Creek, Franziska,
Andrea…e ancora Dove scendono le strade scritta con i fratelli
Severini (Gang). Al disco è stato accluso un inedito in due versioni, Innolento
e Slowsong, che è stato adottato da Slow Food come proprio inno. Nell’aprile
2002 viene editato Il cavaliere elettrico – vol.III / Storie scure contenente
11 canzoni tra cui Rimini, Alì Zazà, Don Raffaè, Rosso
su verde, Niente passa invano e l’inedito Piove col sole,
inquietante ballata sulla distorsione dei riferimenti e dei valori nella comunicazione
di massa. Ed ecco sul finire del 2002 la sintesi anticipata dei quattro album
de Il cavaliere elettrico contenente la bonus track Cinque monete
d’oro, che si lega in qualche modo alle precedenti canzoni firmate da Massimo
Voltalacarta e Il cielo d’Irlanda.
Nel Febbraio 2004 esce, coprodotto con Michele Gazich, il nuovo album di studio
di Massimo Bubola: Segreti Trasparenti. Si tratta di un lavoro che sintetizza
tutta la carriera di Bubola, caratterizzato da sontuose ballate di matrice tradizionale
come La sposa del diavolo, da canzoni di grande forza introspettiva,
come Stai con me, sulla scia di Niente passa invano, e dalla presenza
di un nuovo inno folk: La Fontana. Si segnala inoltre la canzone conclusiva,
Tornano i Santi, arricchita anche dalla presenza di Mark Olson (fondatore
dei Jayhawks) e di Victoria Williams, una tra le più sensibili e stimate cantautrici
contemporanee: chi non ricorda la sua Crazy Mary eseguita dai Pearl Jam?
Tutte le 11 canzoni di Segreti Trasparenti andrebbero enumerate; in questa
sede piace ricordare anche la delicatissima Jetta ‘a luna, scritta in
lingua partenopea. Segreti Trasparenti, infine, è tra i primi album,
in Italia e nel mondo, ad uscire nell’innovativo formato Hybrid Super Audio
CD, leggibile sia come un CD normale sia con il sistema 5.1.
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