
di Matteo Strukul
"Lou Reed mi disse che se gli americani sono figli dei cow-boy e dei Padri Pellegrini, noi italiani discendiamo da modelli di classicità assoluta. Dunque, perché non riappropriarsene? Aveva ragione."
Massimo Bubola
Massimo Bubola è una figura centrale nella canzone d’autore italiana. Negli oltre trent’anni della sua carriera ha composto diciannove album (compresi compilation e live) e scritto più di trecento brani.
Già alla fine degli anni ’70 Bubola trasfonde nelle sue canzoni la potenza del linguaggio del rock, senza rinunciare a una poetica che si abbevera alla tradizione della musica popolare e della canzone d’autore italiana.
iscelando questi elementi, arriva a maturare una formula musicale ricca di suggestioni letterarie che è stata definita ’rock d’autore’. Non a caso è proprio al sodalizio con Bubola che si devono i due album del periodo folk rock di Fabrizio De Andrè: Rimini e L’indiano.
Ma l’autore veronese continua a sviluppare un percorso personale, che porterà alla creazione di un’epica musicale attraverso i ritratti di personaggi storici come Giuseppe Garibaldi, Dino Campana, Tina Modotti, o con la moderna rivisitazione della latinitas di Eurialo & Niso. Questa epopea rock, figlia delle tradizioni italiane, nulla ha da invidiare a quella a stelle e strisce di Bob Dylan e suggerisce in ambito musicale le medesime istanze che costituiscono la spina dorsale della New Italian Epic di oggi.
Per questo Matteo Strukul, critico musicale fra i più attenti e preparati della nuova generazione, ha deciso di raccogliere la testimonianza di Massimo Bubola: per porre in luce i guizzi e le riflessioni, la letteratura e l’istinto rock che caratterizzano l’intera sua opera.
Album per album, canzone per canzone, in una lunga intervista che incrocia il commento ai testi, Il cavaliere elettrico svela le immagini preziose di una poesia che non rinuncia alla sensualità e alle contaminazioni d’oltremanica e d’oltreoceano.
Questo è un vero viaggio romantico, una straordinaria avventura letteraria che vive nel dialogo e nell’amore incondizionato per la musica.
A breve le date degli incontri
Massimo Bubola: Neve sugli aranci
Massimo Bubola, nella cui opera c'è da sempre una ricerca letteraria e poetica oltre che musicale, finalmente corona un progetto di poesie in musica che aveva avuto già qualche precedente negli anni passati come il reading “Poesie come vetro, canzoni come specchi”, che ebbe il suo epilogo al Festivaletteratura di Mantova nel 2001 ed altri interventi in contesti culturali e accademici (Università di Pavia, Milano, Gorizia,Verona, Catania ed altre) con incontri e seminari riguardanti il rapporto tra poesia e poesia da canzone nella storia della letteratura .
L'album contiene tredici brani, otto poesie, tre lettere e due canzoni il cui filo conduttore è la memoria, o meglio la Reverie come direbbe Bachelard.
Il CD sarà contenuto alla fine di un prezioso libro, con un packaging elegante, graficamente assai curato dal grande grafico triestino Marino Benedetti ed arricchito da fotografie dei noti fotografi bellunesi Alice Bettolo e Daniele Savaiano, cui vanno aggiunte alcune splendide fotografie di paesaggi realizzate da Massimo Bubola nel corso del tempo. Il libro, inoltre, si completa con un racconto irlandese, che ci permette di entrare nel laboratorio poetico dell'autore del Cielo d'Irlanda.
2006
2005
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